Home / CULTURA / CINEMA / Cinema. Le uscite del 22 giugno 2017

Cinema. Le uscite del 22 giugno 2017

L’evoluzione da uno stato d’insoddisfazione è lo scopo a cui mirano i protagonisti dei film della settimana al cinema. Discerniamo

È italo-inglese The Habit of Beauty di Mirko Pincelli, nel quale una coppia (formata da Francesca Neri  e Vincenzo Amato) spaccata da una tragedia si riavvicina nell’intenzione di aiutare un ragazzo problematico (Nico Mirallegro). Nel cast Luca Lionello, Kierston Wareing ed Elena Cotta.

Nostrano è pure Girotondo di Tonino Abballe (con – fra gli altri – Erika Marconi, Massimiliano Buzzanca e Rosaria Razza), storia di violenze, tradimenti e sentimenti messi a dura prova.

Invece Metro Manila (in sala già da mercoledì 21) è diretto da Sean Ellis e racconta di un uomo (Jake Macapagal) allontanatosi, con la famiglia, dalla campagna nella speranza di migliorare le proprie condizioni nella capitale filippina; tra prepotenze e malaffare, purtroppo, la delusione sarà forte.

Fuga in direzione opposta (montana, per la precisione) per Johnny Hallyday in Parliamo delle mie donne (di Claude Lelouch, con Sandrine Bonnaire, Eddy Mitchell, Irène Jacob, Valérie Kaprisky): noto fotografo di guerra, ha trascurato gli affetti e ora prova a riunire gli amici e le quattro figlie (con i nomi delle stagioni) avute da rapporti diversi.

Un utopista è anche Charlie Hunnam in Civiltà perduta, regia di James Gray (che guida inoltre Sienna Miller e Robert Pattinson): è l’esploratore Fawcett, che nel 1925 partì con il figlio (Tom Holland) per l’Amazzonia in cerca di tracce del regno di El Dorado.

E poi c’è Mark Wahlberg, che torna a seguire le indicazioni di Michael Bay in Transformers – L’ultimo cavaliere, quinto capitolo della saga dei robot mutaforma alieni, il quale, provando a risalire alle loro origini, ribalta qualche prospettiva. Con Anthony Hopkins, Laura Haddock, Stanley Tucci, John Turturro, Josh Duhamel.

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*