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Uscite al cinema del 31 agosto 2017 – Grandi Schermi

Vicende vecchie e nuove, dal Sud Italia, dalla Francia o da molto più lontano. Esaminiamo le uscite al cinema di oggi

Primo titolo ad arrivare (mercoledì 30) è il thriller acquatico Open Water 3 – Cage Dive di Gerald Rascionato con Joel Hogan, Megan Peta Hill e Josh Potthoff, ragazzi californiani che si immergono – incautamente seppur protetti – nel mare australiano per filmare gli squali.

Rimanendo fra i flutti, segue la nuova opera di Christopher Nolan Dunkirk, nella quale il regista ricostruisce sbarco ed evacuazione dell’esercito alleato nel 1940 di fronte alle truppe tedesche (divi del cast: Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance e Kenneth Branagh). Nell’Esagono si svolge pure Un profilo per due, in cui Stéphane Robelin inquadra lo scontroso Pierre Richard, anziano convertitosi a Internet al punto di conquistare una giovane donna in chat (Fanny Valette) e mandare in avanscoperta il suo istruttore informatico (Yaniss Lespert).

Uno sguardo variegato sul nostro Meridione lo forniscono A Ciambra di Jonas Carpignano, realistica formazione (criminale?) del quattordicenne Pio Amato, La vita in comune (in sala da sabato 2) di Edoardo Winspeare, dove il demotivato sindaco Gustavo Caputo ritrova vigore grazie all’insegnamento dell’arte, e Easy – Un viaggio facile facile. Quest’ultimo, esordio di Andrea Magnani, vede il depresso Nicola Nocella diretto verso i Carpazi per trasportare una bara su incarico del fratello Libero De Rienzo (la loro madre è Barbara Bouchet).

È invece ambientato (perlopiù) negli USA La storia dell’amore di Radu Mihaileanu, tribolazione dell’immigrato polacco Derek Jacobi e di un libro disperso (con Gemma Arterton, Sophie Nélisse ed Elliott Gould). Infine due (semi)documentari venatori: Safari (da venerdì 1) di Ulrich Seidl, sulle barbare abitudini umane, e La principessa e l’aquila di Otto Bell, su una tenace fanciulla mongola che allena un rapace rompendo le tradizioni.

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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