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Grandi Sche(r)mi – Uscite al cinema del 31 marzo 2016

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Fatti dal mondo al cinema. Metà di essi sono veri.

Iniziamo da questi. Dano e Cusack sono Brian Wilson in due fasi diverse in Love & Mercy, ricostruzione della travagliata vita del leader dei Beach Boys a cura di Bill Pohlad. Stephen Hopkins si occupa di Jesse Owens (che ha il volto di Stephan James) nel biografico Race – Il colore della vittoria, cronaca della partecipazione del corridore nero alle Olimpiadi naziste. Leonardi e Murino recitano in Ustica di Renzo Martinelli, film-inchiesta sulle cause del tragicamente noto incidente aereo dell’80, e Michael Bay con il suo 13 Hours – The Secret Soldiers of Benghazi (con Krasinski) narra di un assalto terroristico alla sede della CIA in Libia avvenuto nel 2012. A 60 anni prima risale la vicenda de L’ultima tempesta di Craig Gillespie (con Casey Affleck), su una petroliera destinata ad affondare che riceve un fortunoso soccorso. Più semplicemente On Air – Storia di un successo di Davide Simon Mazzoli racconta, in forma non documentaria, il percorso del programma radiofonico Lo Zoo di 105 (con lo stesso ideatore Marco Mazzoli). Passando alle storie di finzione, se Un bacio di Ivan Cotroneo (con i giovani Valentina Romani, Rimau Grillo Ritzberger, Leonardo Pazzagli) inquadra l’unione di tre adolescenti emarginati, Gwendolyn Gouvernec, Jacopo Maria Bicocchi e Davide Paganini in WAX – We Are the X di Lorenzo Corvino devono girare uno spot a Montecarlo, mentre Simone Riccioni scopre qualcosa di imprevisto in Come saltano i pesci di Alessandro Valori. Amara sorpresa pure per lo spregiudicato Luis Tosar, che in Desconocido – Resa dei conti (di Dani de la Torre) apprende che c’è una bomba nell’auto che guida. Dal canto loro, Thomsen e Dyrholm arditamente mettono su La comune nell’omonimo lavoro di Thomas Vinterberg. Spirito d’avventura più giocoso per Billy il koala (di Deane Taylor), piccolo eroe animato in cerca del padre.

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Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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