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L’architettura si racconta, l’Italia di Zaha Hadid al MAXXI di Roma

Zaha Hadid, una delle personalità più influenti dell’architettura mondiale degli ultimi trentanni. Scomparsa prematuramente nel 2016,  ha lasciato la sua impronta in tutto il mondo passando anche per l’italia, dove una mostra rende omaggio ai suoi lavori proprio dentro una delle sue creazioni, il MAXXI di Roma.

A lungo Zaha Hadid è stata “l’architetto di carta”, perché per svariati anni non realizzò quasi nulla. La sua prima opera importante ad essere completata fu la stazione dei pompieri di Vitra a Weil am Rhein, in Germania, nel 1994, quando aveva venti anni di carriera alle spalle.

LA VITA

Classe 1950, nata a Bagdad in Iraq, ha conseguito una laurea in matematica all’università americana  di Beirut; nel 72 si trasferisce a Londra per affrontare gli studi all’Architectural Association dove entra in contatto con Rem Koolhaas ed Elia Zenghelis (suo professore a Londra), fondatori dell’ Office for Metropolitan Architecture (OMA), un’ormai storica firma nel mondo dell’architettura. Essi coinvolgeranno subito la Hadid che a 27 anni diventerà loro socia. Nel 1994 ha insegnato alla Graduate School of Design dell’Università di Harvard, occupando la cattedra che fu di Kenzo Tange.

Nel 1980 fonda il suo studio a Londra,lo Zaha Hadid Architects, dove lavorano ad oggi 246 architetti. Dagli anni ottanta insegna alla Architectural Association, la stessa scuola in cui ha studiato ed in altre prestigiose realtà mondiali. Vince premi su premi: Nel 2004 è diventata la prima donna a vincere il Premio Pritzker di Architettura, il “nobel” per gli architetti. Ottiene due anni di fila (2010-2011) Il premio Sterling  del Royal Institute of British Architects (RIBA), il primo proprio per il MAXXI di cui vi stiamo raccontiamo la mostra a lei dedicata.

LO STILE

Non si potrebbe pensare alla leggerezza e alla tendenza a librare verso l’alto che ha creato i presupposti per i grattacieli di Mies van der Rohe a Chicago e New York senza citare i grandi artisti russi. La mia architettura è fortemente influenzata dal Movimento Moderno. Quell’idea del modernismo secondo cui ogni volta che si raggiunge un determinato scopo ci si ferma per poi ripartire è ancora di grande attualità”. La sua tesi di laurea fu infatti un omaggio al Suprematismo russo di Malevich con la sua geometria frammentaria

Le linee sinuose e le forme architettoniche inaspettate, protagoniste vive dello spazio, energiche e svincolate dalle coordinate cartesiane, vogliono creare piacere nella visione e nell’utilizzo degli spazi . La tesi  per cui negli edifici forma e funzione devono coesistere, viene smantellata dalla Zaha Hadid che svincola la relazione tra spazi esterni ed interni, che accosta volumi senza metterli necessariamente in relazione.  A chi le chiedeva perché nei suoi progetti non ci fossero linee rette ed angoli a 90° lei rispondeva: “Semplicemente perché la vita non è una griglia. Prendete un paesaggio naturale, non c’è nulla di regolare o piatto, ma tutti trovano questi luoghi molto piacevoli e rilassanti. Penso che dovremmo cercare di ottenere questo con l’architettura, nelle nostre città. Di orribili edifici a basso costo se ne vedono fin troppi”.

LA MOSTRA

Posta al terzo piano del MAXXI, la mostra occupa la galleria 5, la quale si affaccia con la sua spropositata e suggestiva vetrata inclinata sulla piazza del museo. L’allestimento, ideato da Zaha Hadid Design si articola attraverso una varietà di video e plastici dei progetti lei concepiti lungo il territorio italiano, come il  Messner Mountain Museum,  la Torre Generali di Milano, la Stazione di Afragola e lo stesso MAXXI.  

Tra le sue idee, non solo edifici colossali, ma anche una quantità di oggetti di design in collaborazione con storiche aziende italiane, utensili Alessi, illuminotecnica per Slamp, divani per B&B Italia e Cassina, persino una linea di gioielli. Per ammirare tutte le sue declinazioni stilistiche in giro per il mondo, su un muro di 20 metri vengono proiettate le foto dei edifici realizzati o di progetti proposti.

 

L’Italia di Zaha Hadid

23 giugno 2017 – 14 gennaio 2018

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Via Guido Reni 4 Roma

 

Giuseppe Madonia

Anni? Quanti ne bastano per bere, fumare o dire parolacce. Per saperlo dovreste segarmi in due e contare gli anelli come si fa con gli alberi. Acquario ascendente leone, quindi egocentrico o altruista a seconda dei giorni. Non sto a dirvi quali giorni prevalgono. Ho preso a stento una laurea in ingegneria a Palermo con la quale sto cercando di darmi un tono di persona assennata a Roma, ma in realtà sono uno scansafatiche. Mi interesso a tutto quello che non definisco lavoro: fotografia, letteratura, poesia, arte, musica; perchè come disse Oscal Wilde: " il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare"

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