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1,2,3… Crisi, Drammaturgia interattiva sul default economico europeo

1,2,3…Crisi debutta allo Spazio Franco, presso i Cantieri Culturali della Zisa, dopo un lungo percorso che lo ha visto finalista del premio scenario e protagonista di una tournée.

Scritto da Giuseppe Provinzano che ne è anche dinamico interprete, 1,2,3…Crisi si avvale della collaborazione, in veste di drammaturgo, dell’economista bocconiano Gabriele Cappadona. A completare la mise en scène l’attrice Noa Di Venti. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Biondo di Palermo e da Babel Crew.

Nel titolo, 1,2,3…Crisi il richiamo, ricercato e arguto, a quel ludico 1,2,3 Stella che tanto diverte i piccoli. Un titolo utile a descrivere la formula d’una intera drammaturgia. Un gioco, vero e proprio, un divertissement atto a spiegare, esporre, rendere intellegibili le questioni tribolate talvolta fagocitanti della crisi economico finanziaria che ha colpito l’Europa. Quella stessa crisi, che nello strascico del suo imperversare mina le certezze della nostra quotidianità.

In 1,2,3… crisi si compone un impietoso gioco d’affari in stile Monopoli, riletto nella penetrante arroganza d’un videogame mangiatutto anni ’80. La trama, tanto netta quanto potenzialmente trasformista, pone importanti quesiti ai suoi fruitori per mezzo di tre sub plot a scelta multipla, i bivi della trama tipici dei fumetti. Questi ultimi propinati, come libere provocazioni o vincolanti risoluzioni, eleggibili o deprecabili (per alzata di mano) e dunque rientranti in un flusso di pensiero che si fa squisitamente personale. Pensiero che poi, a spettacolo concluso, può essere condiviso, rimodulato, ridiscusso.

Una drammaturgia, dunque, di coaguli e dispersioni, che come nei migliori e più avvincenti giochi di società è in grado di offrire 22 possibili sviluppi e 12 differenti finali. In essa si riversa, con soluzione di continuità, la tragedia umana dagli emozionanti toni poetici  della protagonista, Alexis Zorbiakos semplice e dolce fanciulla di origine greca. Mattatore e domatore dell’intera performance colui che divide et impera, il denaro. Tutto ciò si condensa in uno spettacolo entusiasmante, vivido e stimolante, sorprendente ed interattivo.

Il denaro, questo demone conosciuto, vestito d’oro e di strass ed ingioiellato come uno Scià Persiano. È una figura vile e crudele, ma che vuol farsi passare per vittima innocente d’una bramosia mai ricercata. S’incarna ghignante, scattante ed iperattivo nelle membra di Giuseppe Provinzano.

Denaro che ha caratterizzato e determinato gli eventi della storia, che ha fatto fiorire ed appassire nel giro di pochi mesi l’economia di interi Stati. Denaro che si fa cardine di un inumano giogo, collare e guinzaglio dell’esistenza stessa.

Al di sotto di lui, trepida, incerta, candida e pervasa da una tenerezza autentica, la giovane Alexis. Una ragazza a sostituzione d’un personaggio precedentemente pensato e rappresentato come un ragazzo.  Alla sua Alexis, l’attrice Noa Di Venti conferisce un’umanità spiccata, corroborata da una fluida immedesimazione mimica in grado di generare nel pubblico una profonda empatia.

Alexis è la figlia di un economia stabile, quella degli anni ’90, oggi totalmente collassata. Ma è anche l’eroina alla mercé dei licantropi del credito e degli interessi (un direttore di banca dall’aspetto bonario e l’agire nefando, ancora Giuseppe Provinzano in modalità Commedia dell’Arte) nella selva di una finanza della quale fatica a comprendere modi e mentalità.

Alexis, è altresì la donna a cui il fallocentrico mondo del business non concede credibilità e ne da per scontata l’evanescenza imprenditoriale. Il suo personaggio è perso tra mille ragionevoli dubbi; in lei la personalità, tendenzialmente forte e anticonvenzionale, si scontra con l’instancabile ricerca d’un lucido e sensato ragionare del mondo.  Visivamente i lunghi capelli tormentati nel tic, assoluto e irrefrenabile, dello sciogliersi e acconciarsi.

Alexis, con il suo piccolo bar a gestione familiare sull’orlo del fallimento, diviene altresì la metafora centrata e perfetta dello Stato Greco. Delle sue disavventure in terra d’Europa, tra angoscianti situazioni da Spread in ascesa e un economia florida ma non così esplosiva da tenere il passo dei mercati europei. Grecia che ha pianto amaramente la sua crisi economica. Allo stesso modo sembra che Alexis sia destinata a soccombere alle sventure di un business che stenta a decollare, di un profitto che non si concretizza. Dalla macro alla micro esperienza e ritorno, per un discorso che non perde d’interesse, perché a noi contestuale e noto.

Ancora una volta è il denaro a sembrar vittorioso, su scelte ardite ma fallimentari, sul concetto stesso di giustizia e di legge. Per altro spaventosamente mancanti dell’adeguata diffusa fiducia tra il pubblico, così come esperito dalla scelta suggerita ad Alexis nell’ultimo cruciale bivio della trama.

Il finale dello spettacolo può dirsi leggiadro quasi romantico. Nell’onirico abbraccio tra Alexis e suo il defunto papà, si rinsalda la consapevolezza auspicabile d’un invertimento di rotta. Non sarà  più Alexis a gravitare intorno al denaro becero e accentratore, sarà lui ad asservirsi ad ella. Tornerà ad essere finalmente non il fine ultimo ma un mezzo intelligente di realizzazione, utilità e godimento.  Un finale felice? uno tra i tanti possibili… a buon intenditore! 

Uno spettacolo che si apre ad interpretazioni e riflessioni sempre mutevoli. Una furoreggiante penetrazione artistica, insolita, e per questa ragione illuminante, delle intricate questioni socio-economico-finanziare nelle quali viviamo.

1,2,3…Crisi si è purtroppo avvalso di sole due repliche, sabato 9 e domenica 10 Marzo, ma speriamo torni quanto prima in scena e per più date onde esser fruito da un numero crescente di spettatori.

Intanto segnaliamo i matinée per le scuole a un prezzo ridotto: lunedì 11, martedì 12 e mercoledì 13 marzo alle ore 10.00 per le scuole medie superiori; giovedì 14 e venerdì 15 marzo alle ore 10.00 per le scuole medie inferiori.

 

 

 

 

Enrico Rosolino

Enrico Rosolino apre il suo cuore al mondo delle arti alla tenera età di 2 anni, allorquando assiste alla proiezione cinematografica del lungometraggio animato di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani. Ha inizio così un lungo percorso di scoperta e apprendimento nel variegato e sfaccettato mondo delle arti. Da piccolissimo si appassiona alla recitazione. Negli studi pone molta enfasi e impegno nelle materie umanistiche e, dunque, sceglie un liceo Classico. Durante l'adolescenza si diletta nella lettura ed interpretazione -a voce alta- dei classici greci. A 15 anni si avvicina concretamente al mondo della danza. Prende lezioni di balletto classico per 12 anni, e ad anni alterni segue dei corsi di danza moderna e contemporanea. L'arte coreutica diviene la sua più grande passione e territorio prolifico di ricerca. Si laurea allo STAMS di Palermo, e si specializza al DAMS di Bologna. Nel capoluogo emiliano affina e porta a più completa maturazione le sue conoscenze e il suo senso estetico e critico d'ambito teatrale. Viaggia molto, visita Parigi, New York, Londra, Barcellona, Copenaghen, Boston, Atene e molte altre città del mondo godendo di un approccio diretto e sentimentale con le di loro bellezze artistiche e culturali. Vive attualmente a Palermo e coltiva moltissimi interessi nei più svariati contesti. Per Verve si occuperà della rubrica dedicata al Teatro e agli eventi dal vivo.

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