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Edoardo Buscetta, racconta la vita sul set de “La mafia uccide solo d’estate”

11 anni, anzi 11 e mezzo. Una passione per il calcio, in particolare per il Palermo, e un ruolo da protagonista in una fiction di successo. È questo il profilo di Edoardo Buscetta, volto e anima di Salvatore Giammarresi, ovvero il personaggio principale de “La mafia uccide solo d’estate – la serie”. La fiction RAI ideata da Pif (Pierfrancesco Diliberto) per la regia di Luca Ribuoli, ha conquistato il pubblico televisivo.

Dopo il grande successo del film omonimo, la famiglia Giammarresi è sbarcata sul piccolo schermo raccontando attraverso le vite ‘normali’ dei suoi componenti la storia di una Palermo di fine anni ’70 piegata dalla mafia. Edoardo Buscetta ha raccontato a Verve la sua esperienza sul set, ecco l’intervista realizzata per voi lettori!

Edoardo Buscetta

D. Com’è iniziata l’avventura de La mafia uccide solo d’estate?

R. È partito tutto quasi per caso. Sebbene i casting fossero già in corso, i miei genitori hanno inviato comunque le fotografie agli organizzatori. Provino dopo provino mi hanno selezionato e ho avuto la parte. Non avevo mai avuto esperienze cinematografiche, televisive o teatrali…facevo soltanto le classiche recite a scuola!

 

 

D. Com’è stato il primo giorno sul set?

R. Ero molto emozionato e felice allo stesso tempo. Non ero mai entrato in questo mondo ed è stata un’esperienza che sicuramente non dimenticherò. Il primo che ha tentato di mettermi a mio agio è stato Claudio Gioè, diciamo che ha assunto subito il ruolo del papà. Le riprese sono iniziate i primi di febbraio e si sono concluse a luglio, in questi mesi ho legato con tutto il cast. Siamo diventati grandi amici, infatti qualche volta uscivamo insieme. Bellissime persone, spettacolari. Nei momenti di pausa giocavo sia con gli altri ragazzini sia con il regista (Luca Ribuoli) che alla fine delle riprese mi ha regalato la sua palla da rugby, sport di cui è appassionato.

«È presto per pensare al futuro. Vado a avanti senza montarmi la testa…la strada è ancora lunga!» – Edoardo Buscetta

D. Parliamo del tuo personaggio: è un bambino curioso, onesto ed intraprendente che vive in un contesto storico particolare. Hai studiato per conoscere cosa accadeva a Palermo in quegli anni?

R. Prima di iniziare a girare mi hanno spiegato cosa accadeva in città alla fine degli anni ‘70, inoltre il mio Edoardo Buscettapersonaggio oggi avrebbe l’età di mio padre. Ho capito che in quel periodo la mafia ha ucciso tante persone importanti e sentendo quei racconti mi sono dispiaciuto. Per fortuna oggi la situazione è cambiata e anche Palermo lo è. Nella fiction ho un rapporto particolare con Boris Giuliano, anche in questo caso mi hanno parlato di lui e di cosa ha fatto. L’attore che lo ha interpretato (Nicola Rignanese) è stato bravissimo perché si è calato perfettamente nel ruolo.

 

D. Qual è stato il momento più divertente sul set? E il più difficile?

R. Il ricordo più buffo è quando lo zio Massimo (Francesco Scianna) si mette la pasta nel naso mentre siamo a tavola, mentre la scena che più mi sono divertito a girare è stata quella in cui ho guidato la macchina. Un momento di difficoltà l’ho avuto nell’episodio in cui è morto il nonno. Dovevo farmi venire le lacrime agli occhi e all’inizio non è stato facile. Alla fine mi sono lasciato coinvolgere al punto che quando uscivo dalla scena scoppiavo a piangere veramente!

D. Come hai conciliato la tua vita di tutti i giorni con le riprese della fiction?

R. La cosa più importante da gestire era la scuola. Quando ero a Palermo, dove abbiamo girato gli esterni, non era un grande problema perché quando non ero sul set andavo a seguire le lezioni. Quando poi sono dovuto andare a Roma per quattro mesi – lì abbiamo girato tutti gli interni – la mia maestra lasciava i compiti ai miei genitori e loro me li portavano. A volte ero io a tornare a Palermo nel weekend…dipendeva dalle partite del Palermo! Se giocava in casa mi muovevo io, altrimenti mi raggiungevano loro a Roma.

«Sono un grande tifoso del Palermo, abbonato allo stadio da sei anni. Se si salverà? Se non si mettono in testa di giocare seriamente la vedo dura.» – Edoardo Buscetta

Edoardo Buscetta

D. A proposito della tua passione per il calcio, sogni un futuro da attore o da calciatore?

R. Mi piacciono tutte e due le carriere, per adesso continuo col calcio. Poi ovviamente se in futuro ci sarà ancora la possibilità di recitare, allora vedremo.

D. Ipotizzando che la carriera da attore prosegua, c’è un piccolo sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

R. Forse è ancora presto per parlare di sogni… Magari, dopo che gireremo la seconda stagione de La mafia uccide solo d’estate, comincerò a pensarci più seriamente. Per adesso aspetto e non mi monto la testa se no è finito tutto.

E quando chiedi a Edoardo Buscetta se vorrebbe vivere una giornata da Salvatore Giammarresi risponde: «Una giornata sì, basta che non siano di più! Lo farei per vedere cosa proverebbe in realtà il mio personaggio. Però vorrei una giornata tranquilla, senza momenti in classe, senza rimproveri e schiaffi dalla mamma e dal papà!»

vervemagazine

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