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Errori nei conteggi Covid 19 e risibili giustificazioni della Regione Siciliana

Dopo lo scandalo degli errori nei conteggi Covid 19 in Sicilia, la Regione interrompe il silenzio. Tra risibili giustificazioni e confusione generale, ecco le motivazioni dei clamorosi sbagli

Sarebbe stato più istituzionalmente corretto chiedere semplicemente scusa, perché le spiegazioni rese note per giustificare i clamorosi errori nei conteggi Covid 19, che sono stati corretti solo dopo che la questione è stata sollevata dai media, appaiono risibili e non credibili.

Errori, è bene ricordarlo, che sono emersi da elaborazioni fatte dal Prof. Massimo Costa, professione Ordinario di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, presso l’Università di Palermo.

Si precisa da Palazzo d’Orléans che “la Sicilia si è attenuta alle linee guida ministeriali e provveduto a trasmettere alla Protezione civile i dati provenienti dai laboratori, dagli ospedali e dai dipartimenti delle Asp che successivamente ha su una piattaforma informatica predisposta dall’Istituto superiore di sanità.”

Ora i dati sono corretti, perché non meglio precisati database sono stati incrociati e sono venute fuori le errori nei conteggi covid 19progressive guarigioni cliniche di cittadini che sono stati singolarmente ricontrollati e dei tamponi.

Ed ancora, secondo l’Assessore alla Sanità Razza, gli errori sono la conseguenza di difetti di comunicazione con gli ospedali.

E non è che le ASP da parte loro hanno agevolato l’informazione. Dai portali delle nove ASP appare quantomeno difficile, perché ogni azienda ha adottato un sito istituzionale diverso e taluni sono alquanto complicati. Solo sui portali di  Siracusa e Agrigento abbiamo rilevato i dati . Su quella di Agrigento l’informazione appare capillare ed esaustiva (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE).

Tutto ciò non giustifica come si possa essere arrivati ad errori nei conteggi Covid 19 così evidenti. Emerge, però, un sistema regionale confuso e non funzionale.
E’ questo è un problema politico e gestionale di cui il Presidente Musumeci dovrebbe farsi carico. Al di là degli errori gestionali e personali, è emerso che  il “sistema Sicilia” altro non è che un sistema di gestione della cosa pubblica anarchico e inutilmente burocratico. Inaccettabile nel terzo millennio.
Mancano le linee guida, manca l’uniformità delle procedure, manca il coordinamento e  manca, in ultima analisi, una politica capace e responsabile.

Michele Santoro

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