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Il Guglielmo Tell di Rossini aprirà la stagione 2018 del Teatro Massimo

gennaio 23 @ 19:30 - gennaio 31 @ 18:30

€15 - €125
Guglielmo Tell

Il Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini per la prima volta nella versione francese al teatro Massimo. L’Opera inaugurerà la stagione 2018 della fondazione lirica. E aprirà le celebrazioni rossiniane in occasione dei 150 anni dalla morte del maestro di Pesaro.

Martedì 23 gennaio l’Opera Guglielmo Tell di Rossini inaugurerà la stagione 2018 del teatro Massimo di Palermo. L’Opera non veniva rappresentata al Massimo da oltre cinquat’anni. La regia è quella controversa e criticata al Covent Garden di Londra, firmata da Damiano Michieletto. Nel ruolo di Guglielmo Tell il baritono Roberto Frontali.

Ultima Opera di Rossini, fu composta nel 1829 per l’allora Théatre de l’Académie Royale de Musique (oggi Opéra de Paris) ed è ispirata all’omonimo dramma di Shiller. A livello musicale costituisce lo spartiacque tra il mondo dell’Opera rossiniana e quello del grand opéra romantico.

Il direttore musicale del Teatro Massimo, Gabriele  Ferro, grande  interprete  rossiniano, dirige un cast di specialisti del belcanto. Debuttano nel ruolo di Roberto Frontali (Guillaume Tell), Dmitry Korchak (Arnold Melcthal) e Nino Machaidze (Mathilde).  Il secondo cast vedrà in scena Davide Damiani  (Guillaume  Teli) , Enea  Scala  (Arnold)  e Salome  Jicia  (Mathilde).

Coprotagonisti  Marco Spotti (Walter Furst), Emanuele Cordaro (Melcthal), Anna Maria Sarra (Jemmy), Luca Tittoto (Gesler), Enkelejda Shkoza (Hedwige), Matteo Mezzaro (Rodolphe), Pietro Adaini (Ruodi), Paolo Orecchia (Leuthold) e Cosimo Diano (un calzolaio).

La regia di Damiano Michieletto, con le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Alessandro Carletti, è stata messa in  in scena per la prima volta dalla Royal Opera House Covent Garden di Londra  nel 2015.

Ambientata  in epoca  moderna, la regia visionaria di Michieletto fa coincidere -per mezzo della fiducia del  figlio Jemmy- il personaggio muto di un Guglielmo Tell liberatore della patria fuoriuscito da un fumetto medioevaleggiante (affidato al mimo Alberto Cavallotti) con la figura del Guglielmo Tell padre e marito, con tutte le sue fragilità e ansie (ovviamente affidato al baritono Frontali). La fiducia granitica di un figlio, trasforma dunque un semplice e affettuoso capofamiglia in un vero eroe.

La  patria  è  il  secondo  tema dell’Opera. Il concetto di patria non è legato però alla politica, ma alla natura. 

La natura sarà presente in modo potentissimo nella partitura. Il concetto, nelle scene di Paolo Fantin sarà rappresentato da un grande albero caduto (del peso di 3,5 tonnellate) che occupa il centro del palcoscenico e intorno al quale si svolge l’azione. Un albero con le radici esposte, circondato dalla terra, a simboleggiare la profondità del legame dell’Uomo con la Patria e il trauma che questo rapporto ha subìto con l’invasione di un oppressore. Alla fine dell’opera un nuovo albero sarà piantato, simbolo della rinascita e della fiducia nel futuro espressi dalla musica di Rossini.

Il terzo tema si ricollega al primo: la rivolta di Tell infatti nasce dal desiderio di salvare dalla furia degli invasori austriaci Leuthold, che ha ucciso il soldato che voleva violentare la sua unica figlia.

La parentesi del balletto corrispondente a questo momento puramente strumentale è eliminata da Michieletto. E’ sostituita da una toccante scena (descritta registicamente come passaggio narrativo) in cui una donna viene invitata a bere da Gesler e dai suoi uomini, molestata, infine violentata. La violenza contro la patria viene dunque associata da Rossini e da Michieletto stesso come violenza contro le donne. Questo momento scenico, portato all’estremo durante le rappresentazioni londinesi del 2015, è valso a Michieletto feroci critiche e contestazioni.

 

 

 

 

Luogo

Teatro Massimo
Piazza Verdi
Palermo, Italia
+ Google Maps
Telefono:
0916053580
Sito web:
www.teatromassimo.it

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