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I miserabili di Victor Hugo in scena al Teatro Biondo con Franco Branciaroli

febbraio 7 @ 21:00 - febbraio 16 @ 17:30

€11 - €35

Franco Branciaroli è il protagonista de I miserabili, adattamento teatrale di Luca Doninelli del celebre romanzo di Victor Hugo. Debutta al Teatro Biondo di Palermo venerdì 7 febbraio alle ore 21.00 con la regia di Franco Però.

Lo spettacolare allestimento è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro De Gli Incamminati. Vede in scena, al fianco di Branciaroli (che interpreta il ruolo di Jean Valjean), Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. Le scene sono di Domenico Franchi, i costumi di Andrea Viotti, le luci di Cesare Agoni e le musiche originali di Antonio Di Pofi.

I miserabili è l’opera letteraria più popolare dell’Ottocento e una delle più famose in assoluto. Le vicissitudini dell’eroe del popolo Jean Valjean incrociano vent’anni di storia francese, proponendosi come riflessione sociologica di valore universale. Per la prima volta i diseredati, gli sfruttati, gli anonimi cittadini dimenticati da tutti diventano protagonisti della grande Storia.

«Ne I miserabili spiega il regista Franco Però – possiamo vedere la storia della redenzione di un galeotto, il rapporto con il sacro, la grande Storia, l’amore, la ribellione, l’ingiustizia sociale. Concordo con il recente parere di un critico francese che ha scritto che si tratta forse del romanzo più famoso che esista in Occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto è imponente.

E continua «I miserabili è veramente un fiume in piena: devi gettarti dentro e lasciarti trasportare. Molti sono stati i motivi che ci hanno spinto verso questa “follia”: forse uno dei primi è nato dallo sguardo sul momento che stiamo vivendo nella nostra società, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è integrato nella società e chi invece ne è ai margini. Non c’è stata una giornata delle prove in cui, per sistemare una battuta, per cercare una parola, non ci siamo imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società».

«Quella di portare I miserabili sulle tavole di un teatro di prosa – scrive Luca Doninelli, che cura l’adattamento del romanzo – è un’impresa sicuramente temeraria, una sfida».

«Chi, elaborando la drammaturgia di un’opera come questa, desideri usare quasi solo parole di Victor Hugo non può evitare alcuni problemi capitali: l’indole silenziosa dei personaggi principali; il fatto che ogni personaggio sia protagonista di un suo romanzo, e che questi romanzi non appartengono necessariamente allo stesso genere (per es. quello di Jean Valjean è un romanzo di iniziazione, quello di Javert è una pura tragedia, senza alcuna iniziazione possibile); il fatto che molte delle scene più geniali risultino refrattarie a qualsiasi rappresentazione scenica. Del resto, solo la forza della narrazione può abbracciare i diversi registri che attraversano questa sterminata sinfonia. Qui sta il rischio principale, che intendiamo affrontare: individuare l’algoritmo, o meglio la metonimia giusta, scegliere la parte che meglio potrà rappresentare il tutto, in sostanza: costruire uno spettacolo su un testo che non potrà superare le settanta, ottanta pagine, ma che dovrà comprendere – e non implicitamente – anche le altre millequattrocento.

«Infine, la sfida era inevitabile anche per un’altra ragione, e cioè che, tra le altre cose, questo capolavoro è anche una metafora del Teatro, e quindi l’attore, rappresentando I miserabili, rappresenta anche sé stesso e la propria arte. Come la società descritta a metà del romanzo (parole che noi trasferiremo nel prologo iniziale), anche il Teatro è stratificato, e conosce doppi e tripli fondi, secondo un gioco necessario che per qualcuno è incanto, o magia, e per qualcun altro è Fato».

Repliche fino al 16 febbraio. Martedì 11, alle ore 17.00, Franco Branciaroli incontrerà il pubblico nella Caffetteria della GAM di Palermo insieme all’Associazione Amici del Teatro Biondo.

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