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Film in arrivo al cinema. Le uscite del 7 giugno 2018

L’Italia prevale tra i film in arrivo al cinema questa settimana, tra sorrisi e brividi. Si staccano due film francofoni e un blockbuster semi-preistorico.

Tanti titoli italiani in sala. Fra i film in arrivo fan eccezione due francesi e uno statunitense.

Che è il sequel Jurassic World – Il regno distrutto, diretto da J.A. Bayona. Tornano Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, perfino Jeff Goldblum ad arginare la furia dei dinosauri, confinati e in pericolo.

D’oltralpe vengono Ippocrate e L’atelier. Il primo, di Thomas Lilti con Vincent Lacoste e Reda Kateb, narra gl’inizi d’un giovane medico ospedaliero, mentre il secondo contrappone/unisce Marina Foïs (giallista che tiene un corso in una città operaia) e Matthieu Lucci (allievo dotato e sempre più aggressivo), guidati da Laurent Cantet.

Al di là di Diva!, doc di Francesco Patierno (con Riondino nei panni di Strehler) dedicato a Valentina Cortese impersonata da Crescentini, Scarano, Bobulova, Ferrari, Caprioli, Foglietta, Natoli, D’Amico, pure gli altri film in uscita al cinema son imperniati su difficili prese di coscienza. Quella di Malati di sesso (di Claudio Cicconetti) è chiara: Apolloni e Bermani Amaral, conosciutisi presso un terapeuta specializzato, devono guarire dalla loro dipendenza, coinvolgendo peraltro gli amici Troiano e Capuano. Più malinconia in Tito e gli alieni, in cui Paola Randi illustra l’ambientazione dei piccoli Luca Esposito e Chiara Stella Riccio, orfani di Imparato e affidati allo zio astronomo Mastandrea, che sta in Nevada e ha una cotta per la guida Poésy.

Misteri più cupi nel thriller Respiri (di Alfredo Fiorillo), con Boni trasferitosi in una sinistra casa in riva al lago dopo un trauma. Tensione progressiva ne La terra dell’abbastanza (di Fabio e Damiano D’Innocenzo), sugli amici Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti che investono accidentalmente un pentito, guadagnandosi il rispetto d’un clan (nel cast Tortora e Zingaretti), e in Rabbia furiosa – Er canaro, dove Sergio Stivaletti ricostruisce l’ormai nota vicenda del toelettatore di cani assassino (qui De Filippis).

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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