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Grandi Sche(r)mi – Uscite al cinema del 18 aprile 2019

I film delle feste trattano di collettività unite, di progetti difficili, di viaggi, anche oltre i confini della realtà. Ecco uno sguardo ai film di Pasqua.

Weekend pasquale tra talenti, bestiole e pericoli. Parliamo di uscite al cinema, ovviamente.

Per i bambini due cartoons, uno digitale (A spasso con Willy, di Éric Tosti) su un decenne naufragato su un pianeta ignoto con un robot tuttofare (e una buffa creatura), e uno tradizionale (Gordon & Paddy e il mistero delle nocciole, di Linda Hambäck), protagonisti un vecchio rospo detective e la sagace topina che gli succederà nell’attività inquirente.

Elementi fantastici non mancano nemmeno ne Il ragazzo che diventerà re (regia di Joe Cornish) – che poi ha il volto di Louis Ashbourne Serkis, timido studente che trova Excalibur, la mitica spada di Artù, incontra Merlino (Patrick Stewart) e l’avida Morgana (Rebecca Ferguson) – e nell’horror di Michael Chaves La Llorona – Le lacrime del male, dove l’assistente sociale Linda Cardellini negli anni ’70 protegge i figli da uno spirito tormentato che vuole ghermirli.

Fotografano la realtà con ironia l’italiano Il campione e il cipriota Torna a casa, Jimi!. Il primo, diretto da Leonardo D’Agostini, è su un giovane e rozzo calciatore milionario (Andrea Carpenzano) al quale impongono un disilluso professore (Stefano Accorsi); il secondo, firmato da Marios Piperides, vede il musicista indebitato Adam Bousdoukos brigare per riprendersi il cane, spostatosi in zona occupata.

Controcorrente si muove pure Thomas Solivérès in Cyrano mon amour, nel quale interpreta – per Alexis Michalik – lo scrittore ottocentesco Rostand alle prese con la ripida gestazione della sua nota pièce. Tanti attori, anche nel penultimo film in arrivo, il comico Ma cosa ci dice il cervello (di Riccardo Milani) in cui la grigia impiegata Cortellesi è in realtà un’efficientissima spia che decide di “vendicare” gli amici. A loro volta legate, Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena guidano un precario centro diurno per donne senzatetto ne Le invisibili di Louis-Julien Petit.

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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