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La fotografia sospesa di Paolo Pellegrin, Museo MAXXI di Roma

Scatti crudi, intensi, che non suggeriscono risposte ma solo quesiti. In mostra al MAXXI di Roma l’antologia fotografica del fotoreporter Paolo Pellegrin, tra ferite di guerra, scorci di vita e natura.

Dal 7 novembre 2018 al 10 marzo 2019 sono in mostra al MAXXI oltre 150 immagini del grande fotografo Paolo Pellegrin che raccontano uomini, guerre, emergenze umanitarie ma anche il rapporto tra la condizione umana e la natura.

Il terzo piano del MAXXI con la sua vetrata inconfondibile si trasforma in un pozzo nero come la notte da cui emergono immagini delle sofferenze del mondo. La prima parete è interamente occupata dalla battaglia di Mosul del 2016. Foto una attaccata all’altra senza spazi, come un puzzle ricomposto dopo un’esplosione. Poi  Gaza, Guantanamo e tutti i poli di guerra degli ultimi venti anni si fanno largo nella penombra, come le manifestazioni più cupe dell’essere umano.

La battaglia di Mosul – 2015

Paolo Pellegrin non ha mai voluto rubare le immagini sul campo, i suoi sono lavori esclusivamente a lungo termine. Osserva le cose da fuori e da dentro contemporaneamente in un gioco di finestre e specchi, così come fa l’immensa vetrata del museo che lo ospita. Riesce così a cogliere la vita che nonostante la guerra va avanti, perché non esiste solo il dolore ma una moltitudine di stratificazioni dell’esistenza che possono coesistere insieme ad esso.

Paolo Pellegrin, classe 1964, inizia a studiare architettura nella capitale. Dopo tre anni interrompe quegli studi per iniziarne altri in fotografia, sempre a Roma, intuendo la sua vera vocazione. Dopo pochi anni lascia l’Italia per Parigi dove si affilia ad Agence Vu, un’agenzia fotografica francese. Da lì, un crescendo continuo: sarà il vincitore di numerosi World Press Photo Award e altri prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, come il Robert Capa Gold Medal Award e il Premio Eugene Smith. Dal 2005 è membro dell’ Agenzia Magnum.

La fotografia sospesa di Pellegrin non suggerisce risposte; pone delle domande a cui l’osservatore decide se rispondere.

Fa da contraltare, in questo racconto buio dell’anima, la luminosità della stanza interna dove trovare rifugio tra il candore delle foto dei ghiacci antartici, per  un reportage realizzato per la NASA, o nel bagno calmo di due ragazzi palestinesi nel Mar Morto. L’uomo si riconnette alla natura e a una spiritualità che nessuna guerra potrà mai abolire.

 

“Se una foto non è abbastanza buona è perchè non hai letto abbastanza”

-Paolo Pellegrin

Un veliero fatto di appunti, piccoli portfolio e negativi appesi alla parete ci traghetta dal buio alla luce. Una  parete dove ammirare un lavoro maniacale fatto di ricerca, lettura e osservazione. Dei piccoli taccuini mostrano gli schizzi di alcune sue foto. In epoca di fotografia analogica, il fotoreporter poteva vedere le foto scattate mesi e mesi dopo il clic.

Così Paolo Pellegrin disegnava la scena che pensava di aver fotografato, come in uno storyboard cinematografico, per tenerne traccia e capire come sviluppare le sue storie.  Questo muro è una stupefacente testimonianza di quanta dedizione ed energia ci voglia per arrivare a simili livelli.

Infine, in occasione della mostra, è presentata in anteprima la prima parte del progetto fotografico realizzato da Pellegrin lo scorso gennaio a L’Aquila, nell’ambito della committenza fotografica affidata dal MAXXI. Nella Galleria 1 al piano terra è esposto un polittico di circa 2 metri per 3, composto da 140 piccole immagini in bianco e nero, fortemente contrastate, che ritraggono scorci e dettagli di una città ancora ferita, interpretando il senso di perdita che segue il dramma del terremoto.

L’altra parte del lavoro è composta da grandi fotografie a colori in cui, uscito dalla città, Pellegrin ha ritratto le campagne e i monti intorno a L’Aquila nel corso di una notte illuminata solo dalla luna. Queste immagini saranno esposte per la prima volta a Palazzo Ardinghelli in occasione dell’inaugurazione di MAXXI L’Aquila, nel 2019, progetto affidato dal MiBAC alla Fondazione MAXXI per contribuire alla rinascita del territorio anche attraverso la cultura.  

Polittico L’Aquila
Photo Paolo Pellegrin, courtesy Fondazione MAXXI

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Roma 

7 novembre 2018 – 10 marzo 2019
www.maxxi.art | #PaoloPellegrinExhibit

 

Giuseppe Madonia

Anni? Quanti ne bastano per bere, fumare o dire parolacce. Per saperlo dovreste segarmi in due e contare gli anelli come si fa con gli alberi. Acquario ascendente leone, quindi egocentrico o altruista a seconda dei giorni. Non sto a dirvi quali giorni prevalgono. Ho preso a stento una laurea in ingegneria a Palermo con la quale sto cercando di darmi un tono di persona assennata a Roma, ma in realtà sono uno scansafatiche. Mi interesso a tutto quello che non definisco lavoro: fotografia, letteratura, poesia, arte, musica; perchè come disse Oscal Wilde: " il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare"

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