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Pelle vegana dal vino: approcci eco-sostenibili nella moda

Dagli scarti della produzione del vino una nuova proposta: la pelle vegana vincitrice del Global Change Award H&M

pelle veganaI nuovi approcci sostenibili, che da qualche anno vengono applicati anche ai prodotti di moda e luxury, stanno pian piano sviluppando delle sempre maggiori idee non convenzionali. In questo frangente un’idea del tutto italiana è stata proposta da Vegea Srl, una società costituita da giovani che dagli scarti della produzione del vino hanno immesso sul mercato una nuova tipologia di pelle vegana ed ecosostenibile.

Il progetto pilota della società di Rovereto, chiamato WineLeather, tramite un processo chimico, porta le bucce, gli acini, i raspi e gli olii essenziali naturali contenuti negli scarti di produzione del vino, cioè la vinaccia, ad essere trasformati in un prodotto molto simile alla pelle animale ma completamente vegetale e quindi crueltyfree ed ecosostenibile.

Questa tipologia di pelle vegana è più naturale della cosiddetta “ecopelle”, perché completamente ottenuta con componenti vegetali al 100%. La società produttrice, la Vegea Srl, nasce dalla mente dell’architetto Giampiero Tessitore che nel giugno 2016 ha brevettato il processo produttivo della WineLeather.

Il progetto WineLeather, lo scorso 5 aprile, ha vinto l’ambito premio Global Change Award 2017 indetto dallapelle vegana H&M Foundation, la fondazione della nota casa di moda lowcost. Questo premio, forse il più prestigioso nel campo del fashion business e dell’innovazione, porta ancora una volta le Start-Up italiane nell’olimpo delle aziende ideatrici e promotrici di nuovi trend nel campo della moda.  

L’idea di fondo del team di WineLeather rientra nell’ideologia dell’economia circolare e dell’eco-sostenibilità, secondo cui la natura non solo deve essere salvaguardata per i posteri ma non deve essere buttato via niente, perché tutti gli scarti possono essere riutilizzati, creando un’economia che si rigenera da sola.

Nella produzione di questa pelle, secondo lo stesso produttore, si riesce a non utilizzare acqua, al contrario della produzione di pelle animale e basandoci sulle stime, se nel mondo all’anno vengono  prodotti 7 milioni di tonnellate di vinaccia dalla produzione del vino, scarti che vengono irrimediabilmente buttati via dai produttori, con gli stessi si potrebbero produrre 3 miliardi di mq di WineLeather l’anno, pelle quindi crueltyfree, sviluppata senza l’utilizzo di derivati del petrolio, di grande qualità e con un enorme abbattimento di costi di produzione.

pelle veganaI paesi in cui il prodotto verrà inizialmente commercializzato saranno l’Europa del nord, Stati Uniti e Giappone ed i settori commerciali saranno la pelletteria e l’arredo.

Il successo ottenuto ha portato la Vegea Srl addirittura a partecipare al Vinitaly 2017, arredando la sala stampa e l’area vip della fiera. La società afferma, inoltre, che a breve creerà dei veri e propri “cru”, cioè delle selezioni di pelli, prodotte da grandi marchi di vino.

I bassi costi di produzione ed il limitato impatto sia sull’ambiente che sul mondo animale portano WineLeather a poter divenire uno standard nel mondo della moda, come affermato già da alcune università italiane, che hanno studiato il settore.

http://www.vegealeather.com/

Letizia Giallombardo

Bagherese classe 1985, docente di Economia Aziendale presso un istituto superiore di Palermo e mamma di Maria Sofia. Fin da piccola ha avuto passioni tra le più disparate, archeologia, danza classica, moda, libri gotici, GdR e cucina. Ha viaggiato molto e lavorato per un TO romano in Inghilterra. Accanto all'amore per le materie economiche, col tempo, si occupa anche di sociale, facendo parte del Leo Club Italia, nello specifico del Leo Club Bagheria Distretto 108 Yb e dell'Associazione Unitalsi, divenendo Crocerossina per i Treni Bianchi. Ultimamente, ha aperto una pagina facebook per lezioni private di materie economiche, “L'Economia by Lella”, pagina che si può trovare anche su Instagram e Twitter.

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