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Terry O’Neill, il fotografo delle star al Vittoriano di Roma

Il Vittoriano Ospita la retrospettiva Icons di Terry O’Neill. Un omaggio al fotografo e al contenitore di rivoluzioni che furono gli anni ‘60.

I volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport, immortalati dal fotografo britannico che ha avuto il merito di avvercinarli in maniera inconsueta all’osservatore quasi a farli toccare con mano.

Terry O’Neill , classe 1938, discende da una povera famiglia inglese in cui una macchina fotografica non si sapeva neanche cosa fosse. Il suo sogno era di fare il jazzista, la cui patria sappiamo tutti essere gli Stati Uniti. Ma come arrivarci? Cercò lavoro alla British Airways, sperando che glielo avrebbero portato loro; purtroppo o per fortuna  finì a fare lo steward di terra.

I Beatles negli Abbey Road Studios mentre registrano il loro primo album Please Please Me. The Beatles in Abbey Road Studios recording their first album Please Please Me
Londra / London, 1963
54,9 x 73 cm © Terry O’Neil

Un giorno, per l’inaugurazione di un nuovo aereo, il fotografo ufficiale era in ritardo e gli fu chiesto di fare qualche scatto. Immortalò tra le altre cose anche un tizio che sbadigliava, era il Ministro dell’Interno la cui foto fu pagata profumatamente da un tabloid inglese. Come si dice, quando il caso incontra il destino. Da lì partì la sua carriera di fotoreporter.

I Rolling Stones in Hanover Square The Rolling Stones in Hanover Square Londra / London, 1964 © Terry O’Neill

Erano gli anni d’oro della Swinging London. Londra era una rivoluzione ad ogni angolo. Fotografò i Beatles mentre registravano il loro primo album. Il giornale che pubblicò la foto andò esaurito in poche ore.  Il giorno seguente toccò ai Rolling Stones.

Diventai il più giovane fotoreporter di Fleet street. Era un posto fantastico, mi divertivo come un pazzo, stavano esplodendo gli anni Sessanta, con il rock, la minigonna, la liberazione sessuale, e a me chiedevano di fotografarli

Nessuno sfuggì più al suo obiettivo: Elton John, David Bowie, Paul Newman, Elvis Presley. Un elenco davvero infinito. Amava stare a contatto con i suoi soggetti, li viveva in prima persona a riusciva ad avvicinarli come nessun altro: Andava a bere con Frank Sinatra e con gli Stones.

Una famosissima foto di Faye Dunaway, con cui Terry O’Neill ebbe una relazione, la immortala il giorno dopo la vittoria dell’Oscar a fare colazione con la statuetta sul tavolo mentre legge i giornali.
Adesso gira il mondo presentando le sue mostre dei suoi ritratti che sono ormai delle icone a loro volta.
La mostra di poco più di 50 scatti illustra una piccola parte di questo universo.

 

Prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra Terry O’Neill. Icons offre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca.

 

Mostra: Terry O’Neill. Icons

Dove: COmplesso del vittoriano, RM

dal 02/03 – al 20/05

Info: Vittoriano

Giuseppe Madonia

Anni? Quanti ne bastano per bere, fumare o dire parolacce. Per saperlo dovreste segarmi in due e contare gli anelli come si fa con gli alberi. Acquario ascendente leone, quindi egocentrico o altruista a seconda dei giorni. Non sto a dirvi quali giorni prevalgono. Ho preso a stento una laurea in ingegneria a Palermo con la quale sto cercando di darmi un tono di persona assennata a Roma, ma in realtà sono uno scansafatiche. Mi interesso a tutto quello che non definisco lavoro: fotografia, letteratura, poesia, arte, musica; perchè come disse Oscal Wilde: " il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare"

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