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Uscite al cinema del 22 novembre 2018

Non accontentarsi, migliorare, soccorrere il prossimo: è il tema “carsico” dei film della settimana. Naturalmente, ognuno con le proprie sfumature…

Dovessimo scegliere un motto per le uscite della settimana, sarebbe: si può andare oltre. Come?

Se il concetto prende significati macabri nel grottesco Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) di Tom Edmunds, nel quale il fallito Aneurin Barnard assume il killer Tom Wilkinson per metter fine alle sue tribolazioni (salvo pentirsene subito), ed implicare accenti superomistici in Upgrade, dove Logan Marshall-Green, diretto da Leigh Whannell, è un vedovo costretto sulla sedia a rotelle che riacquisisce e potenzia le proprie abilità grazie a un chip, diventa invece arricchimento umano nella dramedy di Marc Rothemund Conta su di me, con il trentenne scapestrato Elyas M’Barek obbligato dal padre cardiologo a far svagare un suo paziente quindicenne dal delicato quadro clinico.

Si procede verso la carnalità con Seguimi di Claudio Sestieri, che osserva la rigenerante relazione tra una tuffatrice infortunata (Angélique Cavallari) e la musa (Maya Murofushi) d’un pittore (Pier Giorgio Bellocchio), e addirittura in direzione del misticismo con Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis (con Pina Turco e Marina Confalone impegnate ad aiutare altre donne in un contesto degradato) e Troppa grazia di Gianni Zanasi (in cui Rohrwacher – nel cast con Germano e Battiston – forse s’imbatte nella Madonna).

Superare le apparenze è il dovere della coraggiosa reporter (esistita) Colvin (Pike): in A Private War (di Matthew Heineman) assistiamo alla realizzazione dei suoi rischiosi servizi in Medio Oriente. L’affiancano Tucci e Dornan, presente pure in Robin Hood – L’origine della leggenda, versione di Otto Bathurst delle avventure dell’ex-crociato (qui Egerton, spalleggiato da Foxx e Hewson) eroe di Nottingham. Per un’ulteriore ingiustizia (la sparizione d’un ragazzino) è chiamato un problematico detective (Cassel, circondato da Kiberlain e Duris) nel thriller di Erick Zonca Black Tide.

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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