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Uscite al cinema del 27 febbraio e del 5 marzo 2020

La situazione mondiale influenza le uscite al cinema. Quindici giorni in cui, seguendo le regole, si può trasalire, commuoversi, scoprire la vita di artisti e scienziati.

Uscite al cinema per due settimane, ritoccate (con rinvii a data da destinarsi) per l’emergenza sanitaria nazionale. Le trame parlano d’arte e umanità.

Giovedì 27 tre titoli europei. Dal Belgio (per la regia di Olivier Masset-Depasse) il thriller Doppio sospetto, con le amiche Anne Coesens e Veerle Baetens divise, negli anni ’60, dalla scomparsa del figlio della prima. Dalla Romania La Gomera – L’isola dei fischi di Corneliu Porumboiu, noir con il poliziotto corrotto Vlad Ivanov nelle Canarie su invito di Catrinel Marlon per imparare uno strano codice e far evadere un delinquente. Dall’Italia La partita di Francesco Carnesecchi (con Pannofino, Di Stasio, Colangeli) su un incontro di calcio vitale per vari losers.

Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, libero biopic del pittore Ligabue (incarnato da Germano), è l’unico film in sala da mercoledì 4. L’ardua infanzia, l’approccio ai pennelli, le mostre… Da giovedì 5 il resto, a partire dal ritratto firmato da Marie Noëlle della celebre fisica-chimica (e Nobel) Marie Curie (alias Karolina Gruszka), che, fra vicissitudini di cuore, lottò per affermarsi, e dal remake da brivido di Nicolas Pesce (con Andrea Riseborough) The Grudge, dove una detective s’addentra in una casa “vendicativa”.

Ecco poi la coppia in fuga perseguitata per motivi razziali (Daniel Kaluuya e Jodie Turner-Smith) di Queen & Slim (di Melina Matsoukas), la rom ribelle (Alina Serban) decisa a inserirsi in società di Sola al mio matrimonio (di Marta Bergman), la bimba affidata alla scontrosa nonna (Lucia Sardo) nella Favignana che fu in Picciridda – Con i piedi nella sabbia (di Paolo Licata), il doc Sono innamorato di Pippa Bacca (di Simone Manetti) su una performer viaggiatrice e pacifista. E un insolito cartoon, Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe (di Salvador Simó), che ricostruisce le tribolazioni dietro a un lavoro del grande cineasta spagnolo.

 

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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