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Uscite al cinema dell’11 gennaio 2018 – Grandi sche(r)mi

Nuove uscite al cinema: una settimana “compatta” ma variegata. Dagli appuntamenti al buio ai primi passi di un genio, dalle secche di un omicidio ai delitti notturni.

Ancora una settimana senza troppe uscite al cinema. È comunque mantenuta la varietà delle proposte, come vedremo.

Cominciamo dal cartoon digitale nostrano (lo firma Sergio Manfio) Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, che ritrae il genio toscano quando è ancora adolescente e fa i primi esperimenti di volo. Con l’aiuto di amici vecchi e nuovi, si mette in cerca di un tesoro che aiuterebbe non poco la sua amata futura modella, ma è un bottino che fa gola pure a un gruppo di pirati.

Restiamo in Italia con Carlo Verdone e il suo Benedetta follia. Il regista/attore si cala nei panni di un pio venditore di articoli religiosi inaspettatamente piantato dalla moglie; costui assume una commessa assai distante da lui (Ilenia Pastorelli), borgatara e intuitiva, la cui buona volontà non corrisponde a una reale efficienza. In compenso la ragazza aiuta il neo-principale a cercare una nuova anima gemella attraverso Internet e le sue APP per incontri al buio. Nel cast Lucrezia Lante della Rovere, Maria Pia Calzone, Paola Minaccioni.

Sterziamo verso l’horror con The Midnight Man, diretto da Travis Zariwny, remake di un film irlandese. Protagonista è Gabrielle Haugh, la quale trova un gioco che, coinvolgendo altre persone, risveglia un’entità assassina. Partecipano due icone del genere: Robert Englund e Lin Shaye.

Nomi importanti pure in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che chiude la panoramiche delle uscite al cinema: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, John Hawkes, Peter Dinklage. Una madre addolorata per l’assassinio della figlia decide di incalzare le inerti forze dell’ordine della sua cittadina – in particolare il benvoluto sceriffo – con dei provocatori messaggi scritti su alcuni cartelloni pubblicitari. La situazione potrebbe degenerare anche a causa del temperamento di un vice. Dietro la macchina da presa siede il caustico Martin McDonagh.

raxam

Essere avvolti dal buio, completamente proiettati verso un grande schermo sul quale si rincorrono immagini oggi squillanti, domani grigie, dopodomani mute, ma sempre in grado di creare cariche emotive più o meno durature, a volte perfino contrastanti. Sensazioni uguali e diverse delle quali Raxam non potrebbe fare a meno e della cui intensità propone la propria analisi. Condivisibile o meno, è comunque l'invito a non dimenticare un rito aggregativo e assai stimolante per la mente, perpetuatosi nonostante tutto per 120 anni: il cinema al cinema. E ragionarci su, o almeno provarci, non guasta mai.

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