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World Press Photo 2018. La mostra nella Capitale

World Press Photo 2018. Giunta alla 61° edizione, la mostra del più prestigioso premio di fotogiornalismo mondiale sbarca a Roma in prima assoluta italianà

73.044 le foto in lizza, presentate da 4.548 fotografi provenienti da 125 diversi Paesi. 307 fotografie in mostra divise in otto categorie raccontano storie, guerre e fatti umani accaduti nell’ultimo anno. Visitabile dal 28 aprile al 28 maggio 2018.

3 maggio 2017 José Víctor Salazar Balza (28) prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia durante una manifestazione di protesta a Caracas contro il presidente del Venezuela Nicolás Maduro. E’ questa la didascalia della foto vincitrice  della 61esima edizione del World Press Photo.

world press photo

Ronaldo Schmidt -José Víctor Salazar Balza (28) catches fire amid violent clashes with riot police during a protest against President Nicolás Maduro, in Caracas, Venezuela.

Lo scatto è di Ronaldo Schmidt (Caracas, 1971), fotografo venezuelano dell’Agence France Presse il quale era presente durante gli scontri tra manifestanti e polizia di stato.

Nel 2017 in Venezuela decine di  persone sono morte negli scontri violenti tra polizia e manifestanti, che hanno protestano contro il presidente Nicolás Maduro, al potere dal 2013 dopo la morte di Hugo Chávez e accusato di avere trasformato il Venezuela in una dittatura, con leggi e riforme che hanno rafforzato il suo controllo sulle istituzioni. La situazione economica e politica del Venezuela è disastrosa da tempo e nelle principali città del paese si tengono periodicamente manifestazioni che sempre più spesso finiscono in violenti scontri con la polizia e l’esercito.

Gli italiani premiati

Tra i vincitori anche 5 italiani: Alessio Mamo, secondo nella categoria People – singole; Luca Locatelli, secondo nella categoria Environment – storie; Fausto Podavini, secondo nella categoria Long-Term Projects, Giulio di Sturco, secondo nella categoria Contemporary Issues – singole e Francesco Pistilli, terzo nella categoria General News – storie.

Juan Barreto della stessa agenzia di Schmidt ha fotografato anche lui la scena. Le sue foto raccontano gli attimi prima e quelli dopo la foto vincitrice. Barreto ha meritato il terzo posto nella stessa categoria. Ma cosa ha in più la foto di Ronaldo Schmidt per assere considerata la migliore? Magdalena Herrera, direttrice della fotografia a Geo France e presidente della giuria di quest’anno, ha detto:

È una foto classica, ma ha un’energia istantanea e dinamica, i colori, il movimento e una buona composizione. Ha forza. Mi ha dato un’emozione istantanea.

Juan Barreto – José Víctor Salazar Balza (28) catches fire amid violent clashes with riot police during a protest against President Nicolás Maduro, in Caracas, Venezuela.

Alcuni di questi elementi, sono presenti anche in altre fotografie, che mostrano Salazar Balza mentre corre e chiede aiuto agli altri manifestanti. Non hanno però la composizione della foto vincitrice e un altro dettaglio che la rende ancora più forte, come ha fatto notare un altro membro della giuria, il fotogiornalista Bulent Kilic: il piccolo disegno di una pistola con la scritta “PAZ” (pace), a destra sul muro lungo il quale il ragazzo sta correndo.

Per Whitney C. Johnson, vice direttore della fotografia a National Geographic e membro della giuria, il fatto che indossi una maschera la rende una foto simbolo, come se il ragazzo rappresentasse “l’intero Venezuela in fiamme”.

World Press Photo 2018, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, è ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall‘Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography.

Neil Aldridge – A young southern white rhinoceros, drugged and blindfolded, is about to be released into the wild in Okavango Delta, Botswana, after its relocation from South Africa for protection from poachers.

 

World Press Photo 2018
27 APRILE – 27 MAGGIO
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI – ROMA

info: www.palazzoesposizioni.it

Giuseppe Madonia

Anni? Quanti ne bastano per bere, fumare o dire parolacce. Per saperlo dovreste segarmi in due e contare gli anelli come si fa con gli alberi. Acquario ascendente leone, quindi egocentrico o altruista a seconda dei giorni. Non sto a dirvi quali giorni prevalgono. Ho preso a stento una laurea in ingegneria a Palermo con la quale sto cercando di darmi un tono di persona assennata a Roma, ma in realtà sono uno scansafatiche. Mi interesso a tutto quello che non definisco lavoro: fotografia, letteratura, poesia, arte, musica; perchè come disse Oscal Wilde: " il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare"

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