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Una, Regina lo spettacolo di spessore del duo Vitrano-Ventura

Una, ReginaE non chiamatelo teatro bambini. Benché nasca come produzione rivolta a quella categoria, lo spettacolo del duo Ventura-Vitrano “Una,Regina” è un prodotto artistico di grande valore e spessore.

“Una, Regina” è il 5° spettacolo dell’anteprima che precede l’apertura ufficiale di Scena Nostra, l’ormai nota rassegna del teatro contemporaneo siciliano, che sarà sempre in divenire. Lo spettacolo firmato Ventura-Vitrano è stato presentato per la prima volta al pubblico palermitano nella sua versione integrale nel pomeriggio del 16 dicembre. Già finalista del Premio Scenario infanzia lo spettacolo è reduce di un periodo di residenza artistica allo Spazio Franco, ove è stato affinato. È una produzione QuintoequilibrioUna, Regina

“Una, Regina” è uno spettacolo stupefacente dall’eloquenza esemplare.

Due bambine, Piccolina e Regina che in un giorno di pioggia si tuffano in un gioco di ruolo. Uno di quei giochi che sanno fare i bambini, fantasiosi ma spesso crudeli e impietosi. Giochi che poco a poco si addensano degli stereotipi e delle costrizioni che i bimbi percepiscono dal mondo adulto. Giochi rivelatori delle loro personalità, ben delineate ma in contrasto con i genitori, il primo microcosmo sociale di riferimento. Il gioco che si fa metafora della realtà, con tutte le sue dinamiche spesso inaccettabili perché oggettivamente insensate, prive di una risposta poiché puramente imposte.

Una, ReginaEd ecco la Regina madre, e matrigna, come la natura secondo il poeta Giacomo Leopardi. Ed è un cerchio di senso, questo, alquanto perfetto. Una madre la cui estrema amorevolezza fagocita le libertà della figlia, natura che dà e natura che toglie, senza logica se non la propria, e senza pietà. Una Regina madre che della figlia non sopporta dinieghi e disobbedienze, che si alza dalla sedia contando fino 3 e, spaventosa e cannibale, inghiotte sano un povero uccellino. Minacciosa e imperturbabile, shockante, come Grimilde che chiede della figliastra Biancaneve il cuore (nell’originale anche i polmoni e il fegato da gustare in salmì).Una, Regina

Una Regina che, cambiando apparenza, diviene fredda, implacabile, imperiosa e impenetrabile. Come una Turandot pucciniana. Regina che chiede a coloro che la circondano di rispettare gerarchie, parti prestabilite, dimensioni e mansioni. Una Regina, questa, che vive solo del proprio modo di vedere e concepire le cose. Senza curarsi dell’altrui desiderio, giudizio o propensione. Una Regina totalitaria, che non motiva i suoi ordini. Regina che quando dispare, a temporale finito, lascia alle due bimbe la certezza di cosa vorranno essere di lì al resto della loro vita. Due creature desiderose di mutamento e pronte a scelte consapevoli, personali,  libere. 

Una, ReginaGisella Vitrano e Stefania Ventura sono due artiste straordinarie, energiche, poliedriche, originali e creative. Nella loro arte  si ravvisano, ben amalgamati, caratteri dalla danza classica e dall’acrobatica, echi della commedia dell’arte e della pura farsa ma anche atteggiamenti propri all’enfasi da recitazione drammatica e imbevute d’espressionismo. Gli elementi scenici, poi, citano con efficacissimo risultato i Mummeshanz ed i trasformismi di Arturo Brachetti.  Si resta parecchio colpiti e ammirati da queste due ragazze.

Non credo di esagerare nell’annoverare “Una, Regina” tra le perle del teatro giovane nazionale. Lo spettacolo, pur nella sua forma di ludica fabula, costruisce una drammaturgia profonda per certi versi psicoterapeutica. L’intero lavoro nasce da un’esigenza delle due protagoniste,ovvero raccontare qualcosa di personale che a prima vista sembra talmente eccezionale da esser difficilmente comprensibile agli altri. Invero, questo lavoro non sposa l’individualismo ma diviene mezzo grandioso di condivisione, di unanime sincera analisi del nostro  conscio e dell’inconscio. Ci spinge nel passato, alla ricerca di macigni rimossi, ci apre una rinnovata prospettiva di senso sul presente, e ci consente di sbirciare in un futuro ancora inesistente ma possibile.Una, Regina

“Una, Regina” tornerà a Marzo, presso il teatro Libero, intanto allo Spazio Franco ha colto nel segno, riscuotendo grandi applausi e i complimenti vividi e sentiti dei tanti, grandi e piccini, che riempivano la sala. Auguro allo spettacolo un futuro grande successo. 

Enrico Rosolino

Enrico Rosolino apre il suo cuore al mondo delle arti alla tenera età di 2 anni, allorquando assiste alla proiezione cinematografica del lungometraggio animato di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani. Ha inizio così un lungo percorso di scoperta e apprendimento nel variegato e sfaccettato mondo delle arti. Da piccolissimo si appassiona alla recitazione. Negli studi pone molta enfasi e impegno nelle materie umanistiche e, dunque, sceglie un liceo Classico. Durante l'adolescenza si diletta nella lettura ed interpretazione -a voce alta- dei classici greci. A 15 anni si avvicina concretamente al mondo della danza. Prende lezioni di balletto classico per 12 anni, e ad anni alterni segue dei corsi di danza moderna e contemporanea. L'arte coreutica diviene la sua più grande passione e territorio prolifico di ricerca. Si laurea allo STAMS di Palermo, e si specializza al DAMS di Bologna. Nel capoluogo emiliano affina e porta a più completa maturazione le sue conoscenze e il suo senso estetico e critico d'ambito teatrale. Viaggia molto, visita Parigi, New York, Londra, Barcellona, Copenaghen, Boston, Atene e molte altre città del mondo godendo di un approccio diretto e sentimentale con le di loro bellezze artistiche e culturali. Vive attualmente a Palermo e coltiva moltissimi interessi nei più svariati contesti. Per Verve si occuperà della rubrica dedicata al Teatro e agli eventi dal vivo.

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