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Radici per immaginare, ricordare e sognare nei 120 anni del teatro Biondo nella stagione 2023-2024

Il Teatro Biondo di Palermo compie 120 anni. La direttrice Pamela Villoresi, con la consueta sublime gaiezza, ne ha presentato la stagione 2023-2024 lo scorso 26 luglio. Il cartellone si preannuncia ricco di novità, grandi protagonisti e protagoniste, coproduzioni internazionali, eventi speciali e opere ispirate ai temi del contemporaneo. Il tutto idealmente intrecciato come Radici.

Si intitola Radici la stagione 2023-2024 del Teatro Biondo di Palermo. Radici  come quelle del Ficus dipinto da Bruno Caruso, immerse a fondo nel terreno, sollevate ed espanse per l’intero spazio, pendenti e volanti nell’aria. Radici quale rappresentazione fisica del teatro Biondo in occasione dei 120 anni dalla sua fondazione.

Il Ficus Magnolia – ha spiegato la direttrice Pamela Villoresi – è re della Sicilia ed emblema dell’anelito umano all’espansione del sapere, della ricerca di nuova conoscenza, della conquista della bellezza. L’albero assurge a cattedrale di bellezza”.

26 spettacoli distribuiti tra Sala Grande (14) e Sala Strehler (12).  17 gli spettacoli prodotti  e coprodotti. Spiccano le produzione internazionali, una tra tutte quella con la Compagnie 111 di Aurélien Bory.

Sarà proprio la prima assoluta di invisibili, del regista francese Aurélien Bory ad aprire la stagione 2023-2024, nella serata del 20 ottobre. Creato a Palermo lo spettacolo nasce da una “visione” della città, dalla quale Bory si lascia ammaliare. “A Palermo – spiega Bory – l’invisibile risiede nelle tracce sui muri, nelle strade, ma anche nei canti e nei gesti tradizionali degli artisti che incontro. La storia di Palermo è attraversata da importanti sconvolgimenti, cambiamenti di paradigma provocati a più riprese da molteplici capovolgimenti, le cui tracce hanno finito per confondersi. Invisibili tenta di proporre di Palermo un altro punto di vista: inquadrando lateralmente, ruotando la testa e guardando fuori campo, là dove non si guarda mai”.

Spettacolo multidisciplinare di teatro, musica e danza Invisibili parla di migrazioni,  movimenti,  integrazioni, fatiche, scoperte, e coinvolge artisti diversi tra loro, rigorosamente siciliani o residenti nel territorio.

Si tratta di un immenso impegno produttivo, messo in cantiere dal teatro Biondo e dalla Compagnie 111 di Aurélien Bory, insieme ad un gran numero di soggetti culturali italiani e d’oltralpe. Tra gli altri, si annoverano il Théâtre de la Ville-Paris, il Théâtre de la Cité – Centre dramatique national Toulouse Occitanie, La Maison de la Danse di Lyon e la Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa.

Seguiranno in sala Grande due titoli celebri e di sicuro richiamo, portati in scena da due artiste di prima grandezza del teatro e del  cinema.

Dal 7 al 12 novembre riempirà la scena Clitennestra, tratto da La casa dei nomi di Colm Tóibín, adattamento e regia di Roberto Andò, per la produzione dal Teatro di Napoli, con Isabella Ragonese. Ivi Clitennestra tramandata come un personaggio essenzialmente negativo, finalmente trova dispiegate le sue ragioni umane.

Dal 17 al 26 novembre sarà la volta di Anna Karenina di Lev Tolstoj, nell’adattamento di Gianni Garrera per la regia di Luca De Fusco, con Galatea Ranzi. Spettacolo in coproduzione con il teatro stabile di Catania. Il regista si concentrerà sulle vicende che ruotano intorno alla protagonista, nonchè sui meccanismi che stanno dietro alle tre coppie, metafore vivide di tre destini diversi: quello maledetto ma pieno di passione di Anna, Vronjskij e Karenin, quello amaro e fallimentare di Stiva e Dolli, e quello sereno e benedetto di Levin e Kitty.

Il nuovo anno si aprirà con Bells and Spells uno spettacolo di Victoria Thierrée Chaplin (figlia di Charlie Chaplin) che vedrà in scena sua figlia Aurélia Thierrée e Jaime Martinez.

In un atto unico ideato da Victoria Thierrée Chaplin, Aurélia interpreta il ruolo di un’inguaribile e abile cleptomane che si ritrova improvvisamente in balia degli oggetti di cui cerca di impadronirsi. Bells and Spells è un travolgente susseguirsi di scenari, meccanismi improbabili, strani incontri, carillon impazziti e molte altre sorprese in un continuo e imprevedibile gioco teatrale.

Dal 15 al 18 febbraio tornerà a Palermo dopo tantissimi anni Pippo Delbono, che con la sua compagnia presenterà La gioia. “La recita di ogni sera –ha anticipato Delbono- sarà più un rito, volto a legare chi agisce a chi guarda, in un comune respiro; si attraverseranno sentimenti estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, alla ricerca d’una gioia da lasciare esplodere”.  Commovente la voce fuori campo di Bobò, l’attore iconico di Delbono, scomparso durante la realizzazione dello spettacolo. Queste palermitane sono le ultime rappresentazioni prima che La gioia venga smobilitato.

Tornerà al Teatro Biondo, dal 20 al 24 marzo come evento speciale, uno degli spettacoli più amati dal pubblico di tutte le età: Slava’s Snowshow, considerato «un classico del teatro del XX secolo» (“The Times”). Il suo geniale inventore, Slava Polunin, è indicato come «il miglior clown del mondo». Un artista che ha saputo rinnovare la tradizione clownesca arricchendola con invenzioni teatrali sorprendenti. Lo spettacolo è stato sovente descritto come emozionante, poetico, coinvolgente, un incanto per gli spettatori di qualsiasi età.

A chiudere il cartellone della Sala Grande sarà lo spettacolo Crisi di nervi – Tre atti unici di Anton Čechov, che debutterà, in prima assoluta, il 10 maggio con la regia (l’ultima dichiarata prima del ritiro) di Peter Stein. Nell’ordine andranno in scena: L’orso con Maddalena Crippa, Carlo Bellamio, Alessandro Sampaoli; I danni del tabacco con Gianluigi Fogacci; La domanda di matrimonio con Alessandro Averone, Fernando Maraghini ed Emilia Scatigno.

I personaggi cechoviani, affrontati dal regista tedesco, si fanno prendere di volta in volta da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano continuamente fra loro. Si tratta di divertenti e aspre critiche della società borghese di fine Ottocento che, incredibilmente, si rivela non molto diversa da quella dei nostri tempi, interessata al profitto, ai beni materiali e all’aspetto esteriore

Ricco e variegato di temi e argomenti, il cartellone della Sala Strehler. Si inizia il 25 ottobre 2023 con la prima assoluta di Delitto e castigo – I tre interrogatori dal romanzo di Fëdor Dostoevskij, adattamento e regia di Claudio Collovà, con Sergio Basile, Nicolas Zappa, Serena Barone. La produzione è  dello stesso Teatro Biondo.

Lo spettacolo di Collovà non vedrà una riproposizione tout-court di Delitto e Castigo, ma si  concentrerà su un solo tema, quello della giustizia e del libero arbitrio, affrontando questioni estreme, concetti forti come quello di pena, crimine, delitto, colpa, perdono e la giustizia in generale.

Molto atteso dall’8 al 12 novembre Tutto sua madre tratto da Les garçons et Guillaume, à table! di Guillaume Gallienne, adattamento drammaturgico di Tobia Rossi e regia di Roberto Piana. Unico mattatore sulla scena Gianluca FerratoTutto sua madre è la storia di un ragazzo, e poi di un uomo, che attraverso peripezie e avventure cerca di affermare la propria identità sessuale in una famiglia vittima di stereotipi. Questo esilarante, sottile, profondo monologo è talmente ricco di personaggi da sembrare una commedia. Particolarità di tutti questi personaggi è l’interpretazione esperita proprio da unico attore, in una girandola da trasformista della parola e della voce.

Seguendo il tema dell’identità di genere, il 6 febbraio sarà la volta di Daniele Russo on lo spettacolo Le cinque rose di Jennifer. Il testo è del drammaturgo Annibale Ruccello, la regia di Gabriele Russo. In scena, al fianco di Daniele Russo, Sergio Del Prete. La Jennifer del titolo è un travestito romantico che abita in un quartiere popolare della Napoli degli anni ’80. Chiuso in casa per aspettare la telefonata di Franco, l’ingegnere di Genova di cui è innamorato, gli dedica continuamente Se perdo te di Patty Pravo alla radio che, intanto, trasmette frequenti aggiornamenti su un serial killer che in quelle giorni uccide i travestiti del quartiere.

Il 13 marzo sarà la volta di Assassina di Franco Scaldati, adattamento e regia di Franco Maresco e Claudia Uzzo, con Gino Carista, Aurora Falcone, Melino Imparato. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Teatro Biondo Palermo, in collaborazione con Associazione Lumpen.

Assassina è una storia surreale di solitudini e mutazioni, uno dei testi fondamentali della poetica di Franco Scaldati, poiché ne ripercorre motivi e figure attraverso la smisuratezza di un grottesco che sgrana ogni convenzione naturalistica nel farsi veicolo di un gioco teatrale di sconnessioni tra realtà e sogno, identità e alterità, infanzia e vecchiaia, vita e morte.

A chiudere la programmazione, dal 2 al 5 maggio, sarà lo spettacolo Press Card, tratto da un testo di Gaetano Savatteri con la regia di Luana Rondinelli; in scena Valeria Contadino. Per la produzione Teatro Stabile di Catania. Press Card racconta la storia di Maria Grazia Cutuli, la giornalista catanese uccisa a Kabul il 19 novembre 2001 mentre svolgeva il suo lavoro di reporter in prima linea. Maria Grazia aveva un sogno: raccontare i “luoghi di guerra” e combattere in difesa dei diritti umani attraverso l’arma bianca dell’informazione.

Il calendario intero e completo e maggiori info sulla stagione 23-24 potete trovarli sul sito del teatro Biondo di Palermo:  www.teatrobiondo.it. Sarà possibile rinnovare i vecchi abbonamenti entro il 10 settembre. I nuovi abbonamenti, con assegnazione di posto, si potranno acquistare dal 12 settembre al 29 ottobre. Il botteghino del teatro Biondo è aperto sino al 5 agosto.

 

 

 

Enrico Rosolino

Enrico Rosolino apre il suo cuore al mondo delle arti alla tenera età di 2 anni, allorquando assiste alla proiezione cinematografica del lungometraggio animato di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani. Ha inizio così un lungo percorso di scoperta e apprendimento nel variegato e sfaccettato mondo delle arti. Da piccolissimo si appassiona alla recitazione. Negli studi pone molta enfasi e impegno nelle materie umanistiche e, dunque, sceglie un liceo Classico. Durante l'adolescenza si diletta nella lettura ed interpretazione -a voce alta- dei classici greci. A 15 anni si avvicina concretamente al mondo della danza. Prende lezioni di balletto classico per 12 anni, e ad anni alterni segue dei corsi di danza moderna e contemporanea. L'arte coreutica diviene la sua più grande passione e territorio prolifico di ricerca. Si laurea allo STAMS di Palermo, e si specializza al DAMS di Bologna. Nel capoluogo emiliano affina e porta a più completa maturazione le sue conoscenze e il suo senso estetico e critico d'ambito teatrale. Viaggia molto, visita Parigi, New York, Londra, Barcellona, Copenaghen, Boston, Atene e molte altre città del mondo godendo di un approccio diretto e sentimentale con le di loro bellezze artistiche e culturali. Vive attualmente a Palermo e coltiva moltissimi interessi nei più svariati contesti. Da giugno del 2021 è iscritto nell'elenco dei giornalisti pubblicisti presso l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, per Verve si occuperà della rubrica dedicata al Teatro, alla cultura, e agli eventi dal vivo.

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